Gino Marchitelli

Chi è Gino Marchitelli

Luigi Pietro Romano Marchitelli detto “Gino” ha lavorato per molti anni sulle piattaforme petrolifere della Saipem, per la ricerca del petrolio in mare, come tecnico elettronico.

E’ attivo nel campo delle energie rinnovabili e nell’impiantistica elettrica ed elettronica.

Militante nella CGIL e in Democrazia Proletaria ha partecipato alle dure lotte dei lavoratori delle piattaforme petrolifere in mare.

Attualmente fa parte del direttivo A.N.P.I. di San Giuliano Mil.se ed è presidente dell’Associazione Culturale Il Picchio, collabora attivamente alle iniziative di LIBERA contro le Mafie nel sud Milano.

A livello personale ha affrontato senza timori la stesura del romanzo Qvimera con il quale ha deciso di denunciare le condizioni di vita e lavoro e i soprusi che si vivono nei cantieri edili infiltrati dalla mafia e no.

Da sempre impegnato nel sociale è una persona attiva e motivata nel campo della promozione culturale-letteraria nel Paese con un’attenzione particolare alle fasce popolari colpite dalla crisi e dal degrado sociale ed economico che stiamo attraversando.
Cantautore finalista al concorso Camaleonte 2013 – Salone del Libro di Torino con un brano dedicato agli operai caduti alla Thyssen Krupp.

Autore del noir d’esordio “Morte nel Trullo”, giugno 2012, di “Qvimera”, 25 aprile 2013 e, nel Dicembre 2013, del noir “Il Pittore” che ha vinto il diploma d’onore all’opera inedita 2013 Premio Internazionale IL MOLINELLO e menzione speciale alla PROVINCIA in GIALLO 2014.

Nel Giugno 2014 ha pubblicato il DVD ‘Siamo i ribelli della montagna’, video intervista ai partigiani protagonisti della liberazione della Val D’Ossola nel 1944.

Luglio 2014, il libro di testimonianze sulle stragi di Stato “Una storia di tutti” in memoria delle vittime delle stragi.

Nel 2014 entra a far parte degli scrittori della nota casa editrice di gialli Fratelli Frilli Editori di Genova con la quale viene pubblicato “Milano non ha memoria” nell’ottobre del 2014, romanzo che vince il diploma d’onore al concorso Unica Milano come opera che ricorda le narrazioni di Scerbanenko.

Nel 2015 viene pubblicato, attraverso un progetto di crowdfunding che vede l’adesione di centinaia di lettori, il romanzo “Il barbiere zoppo – 1969 Una ragazza e la scoperta della Resistenza” che viene ripubblicato nell’Ottobre del 2015 dalla Infinito Edizioni con la prefazione di Lidia Menapace e che vince il diploma d’onore come una delle migliori opere edite italiane del 2015 al concorso internazionale IL MOLINELLO.

Nel Novembre del 2015 esce la seconda opera per conto della Fratelli Frilli “Sangue nel Redefossi”.

In Agosto 2016 il romanzo “Il Pittore“, tradotto in lingua Inglese, è uscito in formato e-book in tutto il mondo sulle piattaforme Amazon.

Nella primavera del 2017 uscirà la storia illustrata per bambini “Ben, Tondo e Gatto Peppone” pubblicato dalla Vento di Zefiro Edizioni.

E’ in corso di stesura la sceneggiatura per un progetto per la realizzazione di un film indipendente medio-corto tratto dal romanzo “Il barbiere zoppo”.

A novembre 2017 è uscito  il secondo capitolo de “Il barbiere zoppo” che si intitola “Milano tra Utopia & Rivoluzione”.

La mia storia

Negli anni ’80 mi sono ritrovato catapultato a lavorare sulle piattaforme petrolifere in mare. Un mondo completamente diverso da ogni forma di lavoro che conosciamo. Lo sfruttamento era forte, il mancato rispetto dei diritti all’ordine del giorno, la pericolosità a livelli altissimi, secondo lavoro più pericoloso al mondo dopo le miniere.

Non ho avuto dubbi e mi sono messo in difesa dei diritti, per una migliore condizione di lavoro, contro lo sfruttamento.

Sono stati anni di lotte incredibili e di difficoltà enormi anche per la mancanza dei mezzi di comunicazione che ci sono oggi, fino a quando ho contribuito alla stesura di un dossier che venne presentato in televisione e che fece scoppiare un grande scandalo.

Da allora sono diventato lavoratore autonomo, elettricista, ma non mi sono mai pentito di aver contribuito alla rivendicazione dei diritti e alla difesa delle condizioni di vita dei lavoratori.

Quest’esperienza mi ha segnato, mi ha fatto crescere transitandomi nel mondo degli adulti che non voltano mai il viso dall’altra parte.

Caro Gino, raccontaci un po' più di te... +

Cosa rappresentano per te i tuoi libri?

I miei libri rappresentano la voglia di dimostrare che le persone comuni hanno un valore inarrivabile, che in una società come la nostra il meraviglioso universo che ognuno di noi, semplice formica del mondo, rappresenta è la dimostrazione che le “società” si fondano sull’umanità, la capacità di essere solidali con gli altri, l’umiltà delle persone semplici.

Quali sono le cose a te più care?

Ho sempre amato e curiosato del “mondo”, prima attraverso lunghi periodi, da adolescente, dedicati alla lettura, dai classici Francesi come Flaubert, Maupassant, Zolà, Andrè Gidè, a Kafka, ai nostri Calvino e soprattutto Vasco Pratolini… poi con l’autostop girando l’Italia, la Grecia, il Portogallo e altri Paesi in autostop e con la meravigliosa Inter-Rail [chi se la ricorda?].

Poi ho avuto la fortuna di vivere tempi sì duri e difficili – gli anni di piombo – ma contraddistinti da un fermento giovanile e musicale invidiabile e che sarebbe fenomenale oggi far rivivere alle nuove generazioni, anche nelle sue componenti più complesse, difficili e tragiche.

Musica che vuol dire strumenti… suono la chitarra da molto tempo e strimpello il pianoforte, compongo canzoni, alcune delle quali hanno ricevuto bei riconoscimenti, ma la musica la cerco ancor oggi nelle parole, negli sguardi della gente umile e semplice, nei lavoratori che compiono il loro dovere con contegno e dignità anche se vengono sfruttati e vessati, nelle donne che sono il perno delle famiglie e sono il bene più prezioso dell’umanità con il loro lavoro nascosto di madri, figlie, lavoratrici, mogli… le creature meravigliose del nostro mondo.

I miei due figli, bene prezioso, giovani intelligenti e che, grazie a ciò che abbiamo trasmesso loro io e la mamma, Paola, crescono con un occhio attento e con grande sensibilità e umanità verso ciò che li circonda. Oggi hanno una 24 anni e uno quasi 20.

Quando eravamo giovani io e Paola avevamo un mondo straordinario da affrontare e navigare davanti a noi, oggi i giovani, come i miei figli, hanno davanti un mondo difficile, complesso, precario, che metterà a dura prova la loro resistenza e la loro umanità.

Ma negli occhi di Marco e Marta io ritrovo la dolcezza e la fiducia di chi, come me, la loro madre e tanti altri amici e amiche, ha continuato e continua a credere che un mondo migliore è possibile e che bisogna lavorarci in “prima persona” senza delegare agli altri. Due splendidi ragazzi i miei figli, una fortuna per noi genitori.

Mi è molto caro il viaggiare, conoscere, scoprire. Amo molto la montagna dove il rapporto tra te e il sentiero è fonte di riflessione e di sforzo fisico che si traduce in benessere fisico e mentale.

Attraverso le oltre 280 presentazioni dei miei libri che ho tenuto in Italia in tre anni e mezzo ho avuto la fortuna di incontrare persone meravigliose che attraverso la cultura, la lotta, l’impegno e la resistenza continuano a difendere la Libertà e a costruire un mondo più a misura d’uomo, nonostante tutto.

Il viaggio e la montagna sono per me attività “sacre”,  e non dimentico la bicicletta con la quale – la mia si chiama “La Poderosa” in ricordo di Che Guevara – ho attraversato molte regioni in pedalata solitaria scoprendo quanto è bella la nostra nazione.

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2 pensieri su “Gino Marchitelli

  1. In questa vita bisogna lasciare un po di noi attraverso la memoria storica….
    Tu sei un grande esempio…
    Per ora ti dico …Continua così!
    Grazie e complimenti!
    Antonella

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